Pubblicate dall’European Center for Diseases Control and Prevention (Ecdc) le “Raccomandazioni per la pianificazione della preparazione alle minacce alla sanità pubblica”. Il documento lancia un chiaro appello ai decisori politici: è il momento di tradurre le lezioni della pandemia Covid-19 in azioni strutturate e permanenti. Non prepararsi ora significherebbe esporsi a costi molto più elevati in futuro, non solo in termini sanitari, ma anche economici e sociali.
Questo documento, insieme alle raccomandazioni dell'ECDC sull'attuazione di misure di sanità pubblica e sociali (PHSM) per emergenze sanitarie e pandemie pubblicate nel 2024, formano un pacchetto di raccomandazioni concrete per la pianificazione della preparazione per i paesi UE/SEE, precisa l’ECDC. Le lezioni apprese principalmente dalla risposta alla pandemia di COVID-19, ma anche dalla risposta all'epidemia multinazionale di Mpox nel 2022-23, sono state raccolte attraverso varie attività degli Stati membri, della Commissione europea, dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dell'ufficio regionale dell'OMS per l'Europa. Si tratta raccomandazioni specifiche per i pianificatori in ogni fase del ciclo continuo di preparazione (anticipazione, risposta e recupero), seguendo una struttura prototipo di un piano di preparazione e risposta. Gli obiettivi principali sono rafforzare la preparazione nazionale contro future emergenze sanitarie; integrare le lezioni apprese durante la pandemia e promuovere un approccio sistemico, inclusivo e multilivello alla resilienza sanitaria.
Anche l’Italia viene presa ad esempio all’interno del testo, che usa un modello retrospettivo per valutare l'efficacia della graduale revoca delle misure di lockdown nel 2020 rispetto a scenari alternativi, confermando che la graduale apertura dei settori non ha influito in modo significativo sull'R0 del COVID-19 e ha sottolineato l'importanza dell'apertura quando sia l'R0 che l'incidenza sono bassi.
“La domanda non è se ci sarà una nuova emergenza sanitaria, ma quando accadrà.” Parte da questa consapevolezza il nuovo piano d’azione. La proposta non si limita a una revisione tecnica dei piani pandemici: si tratta di un cambio di paradigma, che vede la preparazione alle crisi come elemento strutturale della governance sanitaria europea, e non più come una risposta estemporanea all’emergenza. Innanzitutto, secondo l’ECDC le lezioni da imparare dalla pandemia: investire e supportare in modo sostenibile le attività di preparazione, tra cui l'aggiornamento sistematico e la verifica dei piani; nelle crisi di sanità pubblica sono necessarie nelle crisi di sanità pubblica; una buona governance e una leadership con un ruolo definito per il settore della sanità pubblica, insieme alla cooperazione intersettoriale e internazionale; i sistemi sanitari e le società devono diventare più resilienti, in grado di riprendersi da varie crisi; sono necessari investimenti a lungo termine nell'assistenza sanitaria e nella forza lavoro della sanità pubblica, comprese le soluzioni di capacità di picco.
Gli investimenti nei sistemi di sorveglianza e nella capacità di laboratorio, incluso il sequenziamento del genoma, sono cruciali per la risposta alle crisi di sanità pubblica. Ciò include la pianificazione di soluzioni di capacità di picco per la sorveglianza e le capacità di laboratorio. L'implementazione delle misure di sanità pubblica e sociali deve essere coordinata, guidata dai dati e monitorata attentamente e sono necessari investimenti nella comunicazione del rischio, nel coinvolgimento della comunità e nelle capacità di gestione dell'infodemia per supportare la risposta alle crisi e anche per lavorare per creare fiducia nelle istituzioni e nella scienza.
Le misure chiave del piano, che si propone come guida pratica per Stati e autorità sanitarie sono:
Governance e responsabilità chiare
Gli Stati membri devono: designare unità nazionali di preparazione con responsabilità specifiche, garantire un coinvolgimento politico di alto livello nei processi decisionali, istituire meccanismi di coordinamento multilivello tra amministrazioni locali, regionali e centrali. Ogni paese dovrebbe creare un Preparedness Steering Committee, con rappresentanti dei ministeri chiave (Salute, Interni, Trasporti, Ambiente).
Piani d’azione interoperabili e aggiornati
I piani di preparazione devono essere allineati agli standard UE e ai piani ECDC/HERA, aggiornati ogni due anni, dotati di moduli scalabili per rispondere a minacce di diversa intensità. Un piano nazionale pandemico dovrebbe essere in grado di attivare rapidamente sia una risposta locale (es. contenimento di focolai regionali), sia una mobilitazione su larga scala con supporto UE.
Valutazione dei rischi e analisi di scenario
Il documento raccomanda l’uso di scenari probabilistici e simulazioni di eventi estremi (“worst case”, come fatto nel piano pandemico italiano recentemente aggiornato), la raccolta centralizzata di dati sanitari, ambientali e sociali per migliorare la previsione delle crisi.
Formazione e esercitazioni sul campo
Una delle raccomandazioni più operative: ogni Stato dovrebbe realizzare almeno una simulazione multi-agenzia all’anno, istituire programmi obbligatori di formazione continua per personale sanitario, protezione civile e forze dell’ordine.
Scorte strategiche e logistica
Il documento sottolinea l’importanza di creare magazzini nazionali e regionali di DPI, farmaci, vaccini, sviluppare accordi europei di solidarietà logistica per condividere rapidamente risorse, definire canali preferenziali di approvvigionamento con fornitori critici. Ogni Stato deve identificare almeno tre fornitori per ogni categoria essenziale (es. FFP2, antivirali, siringhe) e verificarne la disponibilità trimestralmente.
Sistema di comunicazione e fiducia pubblica
Il piano dedica ampio spazio a costruire strategie di comunicazione trasparenti, anche durante incertezza scientifica, contrastare attivamente misinformazione e sfiducia, coinvolgere attori sociali e media locali nelle campagne informative. Utile la pre-costruzione di pacchetti comunicativi per diversi scenari (es. vaccino accelerato, varianti resistenti, isolamento obbligatorio), pronti per essere pubblicati entro 48 ore.
Approccio intersettoriale: One Health e sicurezza
Le minacce sanitarie non si fermano agli ospedali. Il documento raccomanda l’integrazione tra sanità umana, veterinaria e ambientale (modello One Health), il dialogo tra ministeri, industrie, agenzie di sicurezza, protezione civile.
Monitoraggio, valutazione e feedback
Ogni paese dovrà implementare un meccanismo annuale di autovalutazione della preparazione, fornire report periodici alla Commissione UE, partecipare a una peer review tra Stati membri, sul modello di quanto avviene in ambito economico.