Pma. Più coppie trattate e più bimbi nati: sono 16.718, pari al 4,3% del totale nel 2022. Cresce l’eterologa. La Relazione al Parlamento
Per quanto riguarda l’applicazione delle tecniche con gameti donati, si osserva un aumento delle coppie trattate (da 12.053 a 13.093), dei cicli (da 14.122 a 15.131) e dei nati (da 3.719 a 3.805, circa il 2,3% in più). Si conferma la disparità nella distribuzione dei centri pubblici e privati convenzionati sul territorio nazionale, più presenti nel Nord del Paese. Rimane elevata l’età media delle donne che si sottopongono alle tecniche a fresco con gameti della coppia: 36,7 anni (valore più elevato rispetto alla media europea pari a 35 anni, European IVF Monitoring, EIM dati 2019)
24 FEB -
Sono 87.192 le coppie che sono ricorse alla Procreazione medicalmente assistita nel 2022, (74.099 con gameti propri e 13.093 con gameti donati, in percentuale il 77,2% contro 22,8%) in aumento rispetto alle 86.090 del 2021. I cicli iniziati sono 109.755 (94.624 con gameti della coppia e 15.131 con gameti donati), di cui 36.265 nei centri pubblici, 26.242 nei privati convenzionati, 47.248 nei privati; anche questi in aumento rispetto ai 108.067 del 2021. E poi ci sono i bambini nati grazie all'impiego di queste tecniche: sono 16.718, pari al 4,3% del totale dei bambini nati nel 2022 (393.333 nati vivi, Fonte: Istat), in aumento di circa lo 0,5% rispetto ai 16.625 del 2021. E' quanto emerge dalla Relazione anno 2024 sullo stato di attuazione della Legge 40/2004 in materia di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), relativamente all’attività di centri Pma nel 2022, trasmessa il 9 febbraio scorso dal ministro della Salute al Parlamento.
La Relazione contiene i dati raccolti dal Registro Pma dell'Istituto superiore di sanità relativi a tutti i centri attivi in Italia: sono in tutto 333 fra 98 pubblici, 20 privati convenzionati, 215 privati; 133 sono di I livello (effettuano cioè solo le tecniche più semplici) e 200 di II e III livello (che mettono a disposizione tecniche più complesse).
Per quanto riguarda i 94.624 cicli effettuati con gameti della coppia, 13.194 sono cicli di I livello (inseminazione semplice) e 81.430 sono cicli di II-III livello (inseminazione extra corporea , cioè formazione di embrioni in vitro). Di questi 50.072 (61,5%) sono cicli a fresco (Fivet-Icsi); 29.890 (36,7%) con tecnica Fer (Frozen Embryo Replacement) e 1.468 (1,8%) con tecnica Fo (Frozen Oocyte). Per quanto riguarda l’applicazione delle
tecniche con gameti donati, si osserva un aumento delle coppie trattate (da 12.053 a 13.093), dei cicli (da 14.122 a 15.131) e dei nati (
da 3.719 a 3.805, circa il 2,3% in più). Dei 15.131 cicli con gameti donati, 588 sono cicli di I livello e 14.543 di II-III livello. Tra questi, 11.542 sono quelli iniziati con donazione di ovociti, freschi e congelati (pari al 79,4%); 925 sono i cicli con donazione sia di seme sia di ovociti (pari al 6,4%) e 2.076 con donazione di seme (pari al 14,3%).
I centri di PMA di II e III livello privati sono in numero superiore rispetto all’insieme dei pubblici e dei privati convenzionati (111 vs 71 + 18), ma nel complesso svolgono meno cicli di trattamento con tecniche di II-III livello che utilizzano gameti della coppia: il 34,7% dei centri è pubblico ed effettua il 34,5% dei cicli; l’8,9% è privato convenzionato ed effettua il 28,2% dei cicli; il 56,3% è privato ed effettua il 37,3% dei cicli. Dunque, complessivamente il 62,7% dei cicli di trattamenti di II e III livello con gameti della coppia si effettua nell’ambito del SSN (in centri pubblici + privati convenzionati). Per quanto riguarda invece i cicli di II-III livello con gameti donati, solo il 27,5% è effettuato in centri pubblici o privati convenzionati, a fronte del restante 72,5% che è eseguito in centri privati. Da notare che un consistente numero di centri Pma di II e III Livello presenti sul territorio nazionale svolge un numero ridotto di procedure nell’arco dell’anno: solo il 32,5% di questi centri ha eseguito più di 500 cicli, contro una media europea del 50,1% (European IVF Monitoring, Eim anno 2019). Inoltre, si conferma la disparità nella distribuzione dei centri pubblici e privati convenzionati sul territorio nazionale, più presenti nel Nord del Paese. Il numero di cicli effettuati per milione di donne in età fertile è più alto nelle Regioni del Nord e del Centro, mentre in tutte quelle del Sud l’offerta di cicli è al di sotto della media nazionale.
Rimane
elevata l’età media delle donne che si sottopongono alle tecniche a fresco con gameti della coppia:
36,7 anni (valore più elevato rispetto alla media europea pari a 35 anni, European IVF Monitoring, EIM dati 2019). Le donne che si sottopongono alla fecondazione in vitro con ovociti donati hanno in media un’età pari a
41,9 anni; le donne che si sottopongono alla stessa fecondazione in vitro, ma con seme donato, hanno in media 34,6 anni. La principale indicazione per i cicli effettuati con ovociti donati si conferma essere l’età materna avanzata, indicando come questa tecnica sia utilizzata soprattutto per infertilità fisiologica e non per patologie specifiche.
Le diverse scelte terapeutiche adottate, in particolare il “
freeze-all” e il costante incremento dell’età media delle donne trattate, hanno determinato una flessione nelle percentuali di gravidanze ottenute, mentre rimane invariato un
trend di miglioramento sulla percentuale di gravidanza cumulativa ormai consolidato dal 2011 in poi. Infine, diminuisce il numero di embrioni trasferiti in utero; di conseguenza diminuiscono sia i parti gemellari sia i trigemini, questi ultimi in linea con la media europea nonostante una persistente variabilità fra i centri. Diminuisce anche la percentuale di esiti negativi sulle gravidanze monitorate per la fecondazione in vitro sia da tecniche a fresco sia da tecniche con scongelamento.
Nelle conclusioni il ministro Schillaci evidenzia come sia “auspicabile migliorare l’accessibilità alle tecniche di Pma garantendo alle coppie l’offerta dei
percorsi nelle strutture pubbliche e private convenzionate, annullando o riducendo le differenze regionali nell’offerta. L’adeguamento della normativa riguardante la Pma alle sentenze della Consulta e l’implementazione delle direttive europee su cellule e tessuti hanno consentito sinora l’accesso a tecniche di Pma rispettose dei livelli di qualità e sicurezza indicati dagli standard europei. Una corretta valutazione dell’appropriatezza dei trattamenti e la garanzia della trasparenza delle informazioni rese disponibili alle istituzioni e ai cittadini richiedono un sistema di raccolta dei dati con specifici requisiti di qualità, applicabili per la sorveglianza epidemiologica in Sanità Pubblica”. Infine, “l’età della coppia, in particolar modo della donna, incide in modo determinante sulla sicurezza della tecnica di Pma. La conoscenza dei rischi connessi all’età avanzata e delle probabilità di successo di
ogni trattamento consente di avere elementi decisionali utili ad ogni singola situazione. È di fondamentale importanza sostenere l’attività di ricerca e promuovere le campagne di comunicazione nonché fornire il sostegno finanziario alle Regioni attraverso risorse dedicate alla Pma, così come previsto dalla legge n. 40/2004”.