“Una giornata che riprende i valori del nostro Servizio sanitario nazionale che si ispira a universalismo, equità, giustizia e gratuità. La donazione vuol dire dare speranza a chi ha una malattia seria e che con il dono del sangue o di un organo può superare tante difficoltà”.
Con queste parole il ministro della Salute Orazio Schillaci intervenuto oggi Unomattina, la trasmissione di Rai 1, ha lanciato l’evento “Il valore del dono e della solidarietà” che si terrà domani a Roma in Piazza di Spagna, in collaborazione con il Centro Nazionale Sangue e con la partecipazione di Avis, Fratres, Fidas, Croce Rossa Italiana e Donatori Nati, del Centro nazionale Trapianti e dell’Istituto Nazionale Salute Migrazioni e Povertà - Inmp. Un pomeriggio di incontri nell’ambito della due giorni, il 5 e il 6 aprile, organizzata per celebrare il Giubileo degli ammalati e del mondo della sanità.
Gli italiani sono sempre più generosi ha ricordato il Ministro. “Sono sempre di più le persone che stanno donando – ha detto – lo scorso anno abbiamo avuto un record sia per quanto riguarda la donazione del sangue, stiamo finalmente diventando autosufficienti, sia per la donazione di organi. E mi fa piacere osservare che c’è un numero crescente di donne che donano e anche di persone più giovani. Abbiamo bisogno dei giovani, sono i donatori di oggi e di domani”
Centralità della persona e umanizzazione delle cure. Un tema centrale in questi giorni in vista del Giubileo degli ammalati e del mondo della sanità: “Vogliamo rimettere il malato al centro delle cure – ha sottolineato Schillaci – è giusto curare le persone e non le malattie. Bisogna avere umanizzazione nelle cure e riscoprire il rapporto che c’è tra i malati e chi si prende cura di loro”.
Ecco perché domani a Roma, ha ricordato, ci saranno gli operatori sanitari con le loro storie di professionisti e poi le storie di pazienti e anche di donatori. “Recuperare il rapporto medico paziente è fondamentale – ha aggiunto – e faccio anche un richiamo all’empatia che devono avere gli operatori sanitari nei confronti delle persone ammalate. Quando una persona è ammalata è più fragile e più vulnerabile e quindi dall’altra parte deve trovare una persona che sia in grado anche di ascoltare le sue necessità legate non solo alla malattia, ma magari anche a difficoltà psicologiche”.
Il ministro ha poi toccato il tema delle liste di attesa, al centro in questi giorni di una polemica con le Regioni: “Abbiamo smosso un’inerzia ventennale in maniera anche molto decisa. Sto mettendo tutto il mio impegno su questo tema e stiamo collaborando con le Regioni. Sono sicuro che riusciremo a migliorare i tempi delle liste d’attesa. E già dai primi risultati che arrivano da alcune Regioni virtuose, credo di poter dire che il cammino intrapreso sia quello giusto - ha concluso - sempre nell’ottica dei cittadini, in particolare di quanti hanno meno possibilità economiche e sono quindi i più deboli”.
E.M.