Venerdì 04 APRILE 2025
Zzzquil marzo 2025
Governo e Parlamento
Rinoclenil
Segui ilFarmacistaOnline
Governo e Parlamento
Ancora Schillaci al Senato: “Veto Regioni su decreto liste d’attesa dopo mesi di confronto palesa una collaborazione inadeguata”
03 APR -

Il decreto sulle liste d'attesa vuole riordinare i termini della collaborazione tra ministero della Salute e Regioni. "La visione è chiara: con una conoscenza precisa di ogni fenomeno potremo rafforzare e proiettare nel futuro il nostro servizio sanitario nazionale. È collaborazione quando, per la prima volta, abbiamo voluto una mappatura basata su dati e non su casi episodici; è collaborazione quando, nonostante la crisi economica, abbiamo incrementato il fondo sanitario nazionale e introdotto incentivi detassati per chi vuole fare di più; è collaborazione lo stesso decreto collegato al disegno di legge che è frutto di un ampio confronto con le Regioni, gli ordini professionali e le associazioni dei pazienti. Tuttavia, non definirei adeguata collaborazione il confronto sul decreto attuativo che prevede poteri sostitutivi del Ministero in caso di inadempienze quando, dopo mesi di confronto tecnico, in cui tutte le richieste regionali sono state recepite, si è registrato un veto quasi unanime da parte delle Regioni".

Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, è tornato sul tema delle liste d'attesa rispondendo questo pomeriggio al Senato a due interrogazioni sul tema presentate da FI e FdI.

"Questo appare ancora più incomprensibile alla luce dell'ultima rilevazione dei NAS che, su circa 3.000 strutture ispezionate, hanno evidenziato come una su quattro presenti irregolarità organizzative - ha proseguito -. Voglio essere chiaro: il nostro intento non è prevaricare l'autonomia regionale, ma sostenere il cambiamento a vantaggio dei cittadini. Quando parliamo dell'appropriatezza prescrittiva, ci vuole veramente massima collaborazione che deve essere estesa anche ai medici di medicina generale. Non è certo collaborazione quella che, a distanza di otto mesi dall'approvazione del decreto, non ha ancora prodotto una completa trasparenza delle agende. È incomprensibile accertare che, nonostante la norma, i fondi stanziati e i continui confronti con Agenas, non ci sia ancora una completa mappatura. Chi ha realizzato questa mappatura, come il Lazio e la Basilicata, ha incrementato notevolmente l'offerta e razionalizzato la spesa. Ringrazio ancora i senatori interroganti perché la chiave è nella collaborazione".

"Da parte del Ministero c'è l'impegno, nella prossima legge di bilancio, a dedicare un budget apprezzabile all'obiettivo comune dell'abbattimento delle liste d'attesa, vincolandolo, come saggiamente suggerito proprio dagli interroganti, a specifiche assunzioni, a specifiche acquisizioni di apparecchiature, a specifiche prestazioni aggiuntive. Anticiperemo i lavori. Nelle prossime settimane incontrerò i presidenti delle Regioni, li ascolterò costruttivamente e con loro condividerò le buone pratiche cliniche per arrivare a CUP unici, per controlli più efficaci sullo squilibrio tra le attività istituzionali e quelle libero professionali, per una maggiore programmazione fra domanda e offerta. Vorrei poi tornare, in conclusione, a quanto detto in premessa. Non c'è nessuna intenzione di prevaricare l'autonomia regionale e vorremmo non dovere mai intervenire su di essa. Ancora una volta ringrazio gli interroganti per aver chiesto di intervenire, cito testualmente, solo in casi di estrema inadempienza. Mi si permetta, però, di far notare che, da medico, l'inadempienza è grave quando porta a fissare una risonanza magnetica fra due anni a un malato oncologico o situazioni analogamente inaccettabili. In questi casi, non intervenire sarebbe una grave omissione rispetto al dovere costituzionale di tutelare la salute dei cittadini, non una prevaricazione".

Schillaci è passato poi ad elencare alcuni dei punti fondamentali del decreto. "In primo luogo, la presa in carico obbligatoria del paziente: per la prima volta un cittadino con regolare prescrizione non può essere lasciato a sé stesso. L'azienda sanitaria ha l'obbligo di individuare la migliore soluzione possibile, sia in regime ordinario, libero professionale o privato accreditato, al solo pagamento del ticket, se non esente. Onorevoli senatori, vi chiedo: perché permangono realtà in cui le liste sono chiuse, ma si paga e vengono aperte? L'articolo 32 della costituzione non parla di pagamento, anzi, al contrario, parla di cure gratuite agli indigenti.

Quanto al CUP regionale obbligatorio, le Regioni devono implementare un CUP che integri tutte le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, eliminare liste parallele e garantire tracciabilità. Onorevoli senatori, vi chiedo: poiché è dimostrato da Lazio, Liguria e Basilicata che l'adozione del CUP unico porta a un notevole aumento delle prestazioni disponibili e quindi ad un abbattimento dei tempi di attesa, perché non si è proceduto in tutte le Regioni, dopo otto mesi, in presenza di fondi dedicati?

Piattaforma nazionale unica sulle liste d'attesa: un database unico per tracciare in tempo reale la disponibilità di prestazioni sanitarie su tutto il territorio, con un monitoraggio centralizzato e trasparente. Onorevoli senatori, vi chiedo: perché ci sono Regioni come Lazio, Basilicata e da oggi anche la Liguria che trasmettono i dati delle prestazioni in tempo reale e altre che ancora non hanno caricato alcunché o lo fanno nei modi più strani? Voglio essere molto chiaro: la situazione accertata recentemente dalle ispezioni dei Carabinieri dei NAS non ammette scuse né giustificazioni. In una struttura su quattro ci sono irregolarità. I risultati positivi nelle Regioni virtuose dimostrano inequivocabilmente che il problema non è la legge, ma chi la ignora. Ogni giorno in Italia vengono erogate milioni di prestazioni e tutti i sondaggi effettuati dicono che i cittadini sono contenti del lavoro del personale sanitario nei nostri ospedali; però tanti sono ancora i casi di inefficienza. Ancora una volta vi chiedo: perché un cittadino deve rivolgersi ai NAS o ai giornalisti per fare sbloccare una lista ingiustamente chiusa?", ha aggiunto.

"Si dice che mancano le risorse economiche. Come ho già detto prima, la Corte dei conti ha messo nero su bianco le spese esigue delle Regioni rispetto ai fondi per le liste d'attese ricevuti dal 2020. Si dice che manca il personale, ed è vero. Tuttavia le accuse devono essere basate su dati reali, così che si possa davvero fare qualcosa. Agenas certifica che nel quinquennio 2019-2024 il personale, tra uscite ed entrate, non è diminuito. Ci sono carenze in alcune specialità? Ci stiamo lavorando. Mancano infermieri? Ci stiamo lavorando. Onorevoli senatori, mi hanno fatto notare i toni molto diversi che sto utilizzando da qualche giorno a questa parte. Rivendico tutte le parole dette e scritte. Ora le norme ci sono, i compiti sono chiari e abbiamo i dati per comprendere chi va sostenuto e chi deve urgentemente mettere fine alle sue inefficienze. Non sono mancati e non mancheranno gli sforzi del Governo a sostegno di quelle realtà che mostreranno reale spinta riorganizzativa e saranno in grado di quantificare le esigenze, così che si possano trovare utili soluzioni", ha concluso il ministro.

03 aprile 2025
Ultimi articoli in Governo e Parlamento
IlFarmacistaOnline.it
www.fofi.it
Direttore responsabile
Andrea Mandelli
Editore
QS Edizioni srl
contatti
P.I. P.I. 12298601001
Riproduzione riservata.
Copyright 2022 © QS Edizioni srl Srl. Tutti i diritti sono riservati | P.I. 12298601001